A close-up of a gourmet pasta dish featuring creamy pistachio sauce, fresh shrimp, and a basil garnish.

A cosa servono i carboidrati

il serbatoio, il cervello e il muro del maratoneta

Glicogeno, LARN, claim UE e perché semplici vs complessi non basta più

12 min di lettura

Noi di miscusi, se dovessimo spiegare i carboidrati con una sola immagine, useremmo sempre la stessa: sono la benzina, e il glicogeno è il serbatoio.

I carboidrati servono a tre cose diverse e non intercambiabili. Sono il carburante di riferimento del muscolo quando l'intensità sale, sono l'unica fonte di energia che alcuni tessuti sanno usare, cervello e globuli rossi in testa, e sono la materia prima con cui il corpo riempie il glicogeno, cioè la riserva rapida che porti addosso: circa 500 g nei muscoli e 100 g nel fegato. Togliendoli si perde tutto questo, non solo qualche caloria.

Restano da chiarire quanti ne servono, quanto durano quando ti muovi, perché la distinzione fra semplici e complessi è superata e cosa significa quel numero che i nutrizionisti chiamano glicogeno muscolare.

A man with curly hair enthusiastically eats a plate of pasta in a restaurant with dramatic lighting.

Carbs = Energia. Il glicogeno è il serbatoio: la domanda giusta non è se riempirlo, è quando.

 

A cosa servono i carboidrati nel corpo

Il glucosio non è un nutriente fra tanti, poiché per alcuni tessuti non esistono alternative. L'elenco di quelli che ne richiedono un rifornimento continuo comprende cervello, globuli rossi, midollare del rene, cristallino e cornea, testicoli e il muscolo scheletrico durante l'esercizio, secondo StatPearls (StatPearls [1]).

Il cervello è il cliente più esigente. Quando l'Institute of Medicine ha costruito la razione raccomandata di carboidrati, ha usato come base proprio il suo consumo: 100 g al giorno per il cervello di un adulto, che diventano 135 in gravidanza. La razione generale sopra l'anno di età è di 130 g al giorno (IOM via NCBI [2]). Nella persona a digiuno il cervello si prende circa il 70% di tutto il glucosio che il fegato produce.

Sono cento grammi di carboidrati al giorno solo per pensare, e vanno al cervello prima che al bicipite.

L'Istituto Superiore di Sanità lo mette in una riga: molti organi e tessuti, cervello compreso, sono glucosio-dipendenti, e i carboidrati «rappresentano la principale fonte di energia per l'organismo», con una resa media di 4 kcal per grammo (ISS [3]).

Quanti carboidrati servono al giorno

L'intervallo di riferimento è lo stesso in Europa e in Italia: dal 45 al 60% dell'energia giornaliera. Lo indica l'EFSA (EFSA [4]) e lo confermano i LARN (LARN [5]), che aggiungono: il requisito minimo è di 2 g per kg di peso corporeo al giorno per evitare la chetosi.

Per una persona di 70 kg quel minimo fa 140 g di carboidrati al giorno. Non è il livello ottimale, è la soglia sotto la quale il metabolismo cambia strada.

Secondo l'ultima indagine nazionale sui consumi alimentari del CREA, gli italiani fra 3 e 74 anni assumono in media 1.933 kcal al giorno, di cui il 42% dai carboidrati (CREA 2023 [6]).

Il 42% è sotto l'intervallo raccomandato di 45-60%. Il Paese che ha inventato la pasta mangia meno carboidrati di quanti gliene consiglino i suoi stessi nutrizionisti, mentre intanto si chiede se toglierli del tutto.

Cos'è il glicogeno muscolare e quanto ne hai addosso

Il glicogeno è la forma in cui il corpo mette da parte il glucosio: una molecola ramificata, pronta da smontare in pochi secondi quando serve. Sta in due posti diversi e con due mestieri diversi.

In una persona adulta se ne contano circa 500 g nel muscolo e circa 100 g nel fegato (Jensen 2011 [7]). Il glicogeno muscolare è il carburante privato della fibra che lo contiene; quello epatico è la scorta pubblica che tiene stabile la glicemia fra un pasto e l'altro.

In un maratoneta magro di 70 kg si stimano circa 310 g nella muscolatura coinvolta nella corsa, che possono salire fino a circa 570 g dopo un carico di carboidrati (Rapoport 2010 [8]).

C'è un dettaglio che spiega da solo metà dei successi delle diete lampo: ogni grammo di glicogeno viene immagazzinato insieme ad almeno 3 g di acqua (Fernández-Elías 2015 [9]). Chi elimina i carboidrati per una settimana svuota il serbatoio e perde con esso l'acqua che lo accompagnava. La bilancia scende di parecchio, il grasso resta dov'era.

Quanto dura il glicogeno quando ti muovi

Meno di quanto pensi, e la velocità con cui scende dipende dall'intensità.

 

1. Dopo 60 minuti al 75% del massimo consumo di ossigeno il glicogeno muscolare cala del 50-70% (Jensen 2011 [7])
2. All'esaurimento si arriva a valori residui di 7-20 mmol/kg di muscolo fresco
3. Un singolo sprint massimale di 30 secondi lo riduce del 22%; tre sprint da 30 secondi lo tagliano di oltre il 50% nelle fibre veloci
4. Una singola seduta di pesi consuma dal 24 al 40% delle scorte (Mata 2019 [10]) — vedi alimentazione palestra

 

Il muro del maratoneta: perché arriva

Il famoso muro non è una questione di testa. Chi corre la maratona all'80-95% della propria capacità aerobica va incontro al cedimento attorno al trentaquattresimo chilometro (Rapoport 2010 [8]).

Alle alte intensità il corpo insiste con i carboidrati: ossidare carboidrati rende circa 5,05 kcal per litro di ossigeno, ossidare grassi solo 4,70. Quando l'ossigeno diventa il fattore scarso, il corpo sceglie il carburante che ne rende di più.

Basta un'ora di corsa a ritmo impegnativo perché mezzo serbatoio sia andato. È la ragione per cui l'idea di allenarsi con i carboidrati ridotti al minimo funziona sulla carta e non nelle gambe.

Come si ricarica il serbatoio dopo l'allenamento

La posizione congiunta ACSM e società dietetiche indica 1-1,2 g di carboidrati per kg di peso corporeo all'ora nelle prime 4-6 ore dopo lo sforzo (ACSM 2016 [11]):

 

SituazioneVelocità di risintesi del glicogeno
Senza carboidraticirca 2 mmol/kg muscolo secco/h
Carboidrati dopo 2 ore14 mmol/kg/h
Carboidrati subito25 mmol/kg/h
Apporto ottimale, 1,2 g/kg/hfino a 45 mmol/kg/h

 

Fonte: Alghannam 2018 [12]. Rimandare il pasto di due ore taglia di oltre un terzo la velocità di ricarica. Guida pratica: cosa mangiare dopo l'allenamento. Per ripristino completo servono almeno 24 ore con 6-12 g/kg.

Il claim europeo che pochi conoscono

Sui carboidrati esiste un'indicazione sulla salute autorizzata dall'Unione europea. Il testo dice che i carboidrati contribuiscono al ripristino della normale funzione muscolare dopo un esercizio fisico intenso o di lunga durata che porta all'esaurimento delle riserve di glicogeno.

Le condizioni: l'effetto si ottiene con 4 g di carboidrati per kg di peso corporeo, assunti entro le prime 4 ore e non oltre le 6 ore dalla fine dell'esercizio (Reg. UE 2015/7 [13]). L'EFSA ha riconosciuto il rapporto causa-effetto (EFSA 2013 [14]).

Quattro grammi per chilo, per 70 kg, sono 280 g di carboidrati nelle poche ore dopo l'allenamento. Si raggiunge solo con un piatto vero e un paio di pasti pieni, non con una barretta.

Differenza tra carboidrati semplici e complessi: perché non basta più

La scuola ci ha insegnato due categorie, zuccheri semplici e carboidrati complessi. È una semplificazione che gli organismi internazionali hanno abbandonato da tempo. FAO e OMS raccomandano di descrivere i carboidrati con i loro nomi chimici corretti (FAO/WHO [15]):

 

ClasseGrado di polimerizzazioneEsempi
Zuccheri1-2 unitàglucosio, fruttosio, saccarosio, lattosio
Oligosaccaridi3-9 unitàmaltodestrine, frutto-oligosaccaridi
Polisaccaridi10 unità o piùamido, cellulosa, pectine

 

Le espressioni «carboidrato complesso» e «zuccheri semplici» non permettono di prevedere l'effetto nutrizionale (Cummings 2007 [16]). Il pane bianco è fatto di amido e alza la glicemia più di una mela. Approfondimento: indice glicemico e carico glicemico.

"Carboidrati a lento rilascio": esistono davvero?

Il concetto sì, l'espressione no. Non esiste una definizione istituzionale di «carboidrato a lento rilascio», mentre esiste l'amido a digestione lenta, definita come l'amido digerito fra i 20 e i 120 minuti, con rilascio graduale di glucosio (Springer 2018 [18]).

La categoria è definita da quanto tempo ci mette a essere digerita, non dalla lunghezza della catena né dall'etichetta. Lo determinano struttura dell'amilopectina, cristallinità, dimensione dei granuli, matrice dell'alimento e forma fisica.

Ecco perché la pasta rientra spontaneamente in questa categoria e il pane fatto con la stessa farina no: la forma fa parte della definizione.

L'amido resistente, il carboidrato che non digerisci

C'è una quota di amido che arriva intatta al colon e si comporta come fibra. Si chiama amido resistente (Frontiers 2024 [19]):

 

1. RS1, fisicamente intrappolato: pane integrale, semi, legumi
2. RS2, granuli crudi non gelatinizzati: patata cruda, banana verde
3. RS3, amido retrogradato, che si forma raffreddando alimenti cotti in presenza di acqua
4. RS4, amido modificato chimicamente
5. RS5, complessi fra amilosio e lipidi

 

Il tipo RS3 spiega perché la pasta raffreddata in frigo si comporta diversamente da quella appena scolata.

Sulla fibra: almeno 25 g al giorno per l'adulto (LARN [5]), soglia che in Europa nessun paese raggiunge in media (Stephen 2017 [20]).

Perché un piatto di pasta è il modo più semplice di riempire il serbatoio

Se rileggi tutto quello che serve, la lista è breve: molti carboidrati, digeribilità, rilascio graduale, quantità misurabile. Un piatto di pasta le soddisfa tutte insieme.

I numeri di casa nostra: un piatto di spaghetti da miscusi apporta 86 g di carboidrati [dati miscusi 2026]. Per una persona di 70 kg fanno circa 1,2 g/kg, quindi un solo pasto copre una fetta consistente del minimo LARN di 2 g/kg. Il formato con più proteine è la semola con legumi.

Da miscusi i carboidrati non sono un peccato da confessare

Abbiamo passato dieci sezioni a spiegare che il glicogeno è un serbatoio, che il cervello ne consuma cento grammi al giorno e che l'Italia ne mangia meno del raccomandato. Il resto è cucina.

La nostra è la Superpasta: fresca, senza uovo, semola Kronos biologico + grani antichi (Perciasacchi), trafilata al bronzo, sorgo biologico e blend con legumi. Eat carbs, feel good non è uno slogan scelto perché suona bene: è la conclusione a cui arriva chiunque legga i dati.

Scegli dal menu o fai il tuo make your own. Guida completa: alimentazione sportiva. I nostri ambassador Power of Carbs hanno smesso da tempo di trattare i carboidrati come una concessione. Prenota un tavolo: il serbatoio si riempie a tavola, non in farmacia.

Le risposte veloci (FAQ)

A cosa servono i carboidrati?

A tre cose. Sono il carburante di riferimento del muscolo quando l'intensità sale, sono l'unica fonte di energia utilizzabile da alcuni tessuti come cervello e globuli rossi, e sono la materia prima con cui il corpo riempie il glicogeno, la riserva rapida di circa 500 g nei muscoli e 100 g nel fegato.

 

Quanti carboidrati servono al giorno?

Dal 45 al 60% dell'energia giornaliera secondo EFSA e LARN, con un requisito minimo di 2 g per kg di peso corporeo per evitare la chetosi: per una persona di 70 kg fanno almeno 140 g al giorno. Gli italiani si fermano in media al 42% dell'energia, quindi sotto l'intervallo raccomandato.

 

Cos'è il glicogeno muscolare?

È la forma in cui il muscolo immagazzina glucosio, una molecola ramificata che può essere smontata in pochi secondi, e in un adulto ne circolano circa 500 g. Il muscolo non può cederlo al resto del corpo, quindi è carburante privato della fibra che lo contiene. Il glicogeno del fegato, circa 100 g, è invece la scorta che tiene stabile la glicemia.

 

Quanto dura il glicogeno muscolare?

Dopo un'ora al 75% del massimo consumo di ossigeno cala del 50-70%. Un singolo sprint di 30 secondi lo riduce del 22% e una seduta di pesi ne consuma dal 24 al 40%. Chi corre la maratona a ritmo impegnativo va incontro al cedimento attorno al trentaquattresimo chilometro.

 

Perché eliminando i carboidrati si perde peso subito?

Perché ogni grammo di glicogeno è immagazzinato insieme ad almeno 3 g di acqua. Svuotando il serbatoio si perde anche l'acqua che lo accompagnava, quindi la bilancia scende in fretta senza che sia sparito grasso. Al ritorno dei carboidrati il peso torna.

 

Qual è la differenza tra carboidrati semplici e complessi?

I semplici hanno una o due unità di zucchero, i complessi dieci o più. La classificazione però è considerata insufficiente da FAO e Organizzazione mondiale della sanità, poiché non permette di prevedere l'effetto nutrizionale: il pane bianco è un carboidrato complesso e alza la glicemia più di una mela, che è composta di zuccheri semplici.

 

I carboidrati a lento rilascio esistono?

L'espressione non ha una definizione istituzionale, il concetto che ci sta sotto sì: si chiama amido a digestione lenta e indica l'amido digerito fra 20 e 120 minuti, con rilascio graduale di glucosio. Lo determinano la struttura dell'amido, la cristallinità, la dimensione dei granuli e la forma fisica dell'alimento, non l'etichetta sulla confezione.

 

Cos'è l'amido resistente?

È l'amido che non viene digerito nell'intestino tenue e arriva al colon comportandosi come fibra. Ne esistono cinque tipi: intrappolato nella matrice dell'alimento, in granuli crudi, retrogradato dopo il raffreddamento di un cibo cotto, modificato chimicamente e in complessi con i lipidi. È il motivo per cui la pasta raffreddata si comporta diversamente da quella appena scolata.

Fonti

 

1. Chourpiliadis C, Mohiuddin SS, Biochemistry, Gluconeogenesis, StatPearls, 2023. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK544346/
2. Institute of Medicine, razioni raccomandate di carboidrati, NCBI Bookshelf. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK618346/
3. Istituto Superiore di Sanità, ISSalute, Carboidrati. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/carboidrati
4. EFSA NDA Panel, Dietary Reference Values for carbohydrates and dietary fibre, 2010. https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/1462
5. SINU, LARN per carboidrati e fibra alimentare. https://sinut.it/2019/07/09/carboidrati-e-fibra-alimentare/
6. CREA, indagine nazionale sui consumi alimentari, 2023. https://www.crea.gov.it/documents/20126/0/CREA_+cs+VI+Nutrinformarsi_+15+novembre+2023.pdf
7. Jensen J et al., The role of skeletal muscle glycogen breakdown, Front Physiol, 2011. https://pure-oai.bham.ac.uk/ws/files/48973139/fphys_02_00112.pdf
8. Rapoport BI, Metabolic Factors Limiting Performance in Marathon Runners, PLoS Comput Biol, 2010. https://journals.plos.org/ploscompbiol/article?id=10.1371%2Fjournal.pcbi.1000960
9. Fernández-Elías VE et al., Relationship between muscle water and glycogen recovery, Eur J Appl Physiol, 2015. https://link.springer.com/article/10.1007/s00421-015-3175-z
10. Mata F et al., Carbohydrate Availability and Physical Performance, Nutrients, 2019. https://www.mdpi.com/2072-6643/11/5/1084
11. Thomas DT et al., Nutrition and Athletic Performance, ACSM position stand, 2016. https://www.dietitians.ca/DietitiansOfCanada/media/Documents/Resources/noap-position-paper.pdf
12. Alghannam AF et al., Restoration of Muscle Glycogen and Functional Capacity, Nutrients, 2018. https://www.mdpi.com/2072-6643/10/2/253
13. Regolamento (UE) 2015/7. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32015R0007
14. EFSA NDA Panel, parere su carboidrati e recupero funzione muscolare, 2013. https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/3409
15. FAO/WHO, Carbohydrates in Human Nutrition. https://www.fao.org/4/w8079e/w8079e07.htm
16. Cummings JH, Stephen AM, Carbohydrate terminology and classification, Eur J Clin Nutr, 2007. https://www.nature.com/articles/1602936
17. Linus Pauling Institute, Glycemic Index and Glycemic Load. https://lpi.oregonstate.edu/mic/food-beverages/glycemic-index-glycemic-load
18. Pu H et al., Slowly digestible starch, Springer, 2018. https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-981-13-1077-5_2
19. Baptista NT et al., Harnessing the power of resistant starch, Front Nutr, 2024. https://www.frontiersin.org/journals/nutrition/articles/10.3389/fnut.2024.1369950/full
20. Stephen AM et al., Dietary fibre in Europe, Nutr Res Rev, 2017. https://www.cambridge.org/core/journals/nutrition-research-reviews/article/dietary-fibre-in-europe-current-state-of-knowledge-on-definitions-sources-recommendations-intakes-and-relationships-to-health/B263D1D7B3440DC9D6F68E23C2B4212F
21. miscusi, analisi nutrizionale interna del menu, 2026.